Omicidio sull’argine

Il lavoro a quattro mani di Francesca Panzacchi e Vito Introna

13 maggio 2015

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La scrittura è da sempre qualcosa che unisce, quando due scrittori si trovano il gioco è fatto, un gioco che porta a lavori interessanti proprio come Omicidio sull’argine, lavoro a quattro mani di Francesca Panzacchi e Vito Introna, un giallo che si snoda lungo il Po. Fare quattro chiacchiere con gli scrittori è una cosa che affascina perché hanno sempre da raccontare aneddoti curiosi, storie interessanti, insomma tutto quello che portano con sé nel loro bagaglio che poi, beh, è quello che riportano tra le pagine. Ecco cosa mi hanno raccontato i due autori che insieme hanno già all’attivo molte storie, dalle fiabe ai gialli.  

Quanto è difficile riuscire a realizzare un lavoro editoriale vincente quando si scrive a quattro mani?

Dipende dall’ispirazione, in genere se ci si accorda prima su un canovaccio le difficoltà sfumano via via che si scrive e ci si rilegge. In ogni caso per rispondere con piena cognizione di causa bisognerebbe completare in tandem un testo di almeno centomila parole.

Come vi siete scelti per questa esperienza?

Cominciammo a scrivere insieme un romanzo noir distopico e da quel momento in poi abbiamo compenetrato i nostri stili spaziando anche all’erotico, al giallo e alla fantascienza. La scelta reciproca è stata dettata da una notevole empatia.

Come avete capito che quella, proprio quella, era l’idea giusta per il senso della storia?

In genere cerchiamo di scrivere per tutti, evitando discorsi di nicchia. Se però una soluzione ci piace irresistibilmente non abbiamo remore e procediamo in tal senso. Per quanto riguarda Omicidio sull’argine siamo partiti dall’ambientazione: sono state le nebbie e le piccole località della Val Padana a solleticare la nostra ispirazione.

C’è uno di voi che ha concluso con le idee chiare il libro o è stato un finale su cui avete lavorato in due?

Tutti i finali li abbiamo concordati, fatta eccezione forse per un racconto di ambientazione calcistica. Per il resto ogni finale, anche quello di Omicidio sull’argine, è stato condiviso.

Francesca Panzacchi e Vito Introna

Francesca Panzacchi e Vito Introna durante una premiazione

Un libro che avreste voluto scrivere?

Un thriller all’americana o una spy story.

Un aggettivo che rappresenti la scrittura dell’altro

Vito: La scrittura di Francesca è completa.

Francesca: Quella di Vito è sorprendente.

Laura Rossiello

giornalista, ghostwriter, copywriter

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